Lo spirito di Locarno e le guerre di oggi
Ne parlano oggi alle ore 18.00 al Palacongressi di Muralto Aldo Sofia e Willy Baggi, giornalisti esperti di relazioni internazionali
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Ne parlano oggi alle ore 18.00 al Palacongressi di Muralto Aldo Sofia e Willy Baggi, giornalisti esperti di relazioni internazionali
• – Redazione
l duello sul Kashmir risveglia il conflitto regionale più pericoloso del Pianeta e alza il velo su un focolaio di guerra con implicazioni per la sicurezza globale
• – Redazione
Le due potenze nucleari, nelle quali vivono 2 miliardi di abitanti, sono legate da una secolare contrapposizione religiosa. Nel 1947 il Regno Unito divise la propria colonia denominata India in due nazioni separate, concedendo loro l’indipendenza: una a maggioranza induista, e l’altra a maggioranza musulmana
• – Redazione
Il patron di Space X rilancia a Fox una teoria complottista: “La Terra sarà incenerita, abbiamo una lunga strada da percorrere per portare la vita sul nuovo pianeta”. E a Washington starebbe nascendo una città-bunker per super ricchi in caso di guerra nucleare o apocalisse ambientale
• – Redazione
Come è diventato un indicatore per comprendere le dinamiche economiche e politiche attuali
• – Silvano Toppi
La storica società di trading luganese ha chiuso il 2024 nelle cifre rosse. La proprietà cinese vorrebbe venderla: a farsi avanti ci sarebbe un fondo controllato da un membro della famiglia regnante di Abu Dhabi
• – Federico Franchini
In quest’epoca guardare è diventato fondamentale al punto da far parte ormai della nostra natura. Ma l’elezione di un Papa è molto di più: un evento politico e soprattutto di fede, che coinvolge credenti e non
• – Redazione
Parla Eran Duvdevani, ex colonnello: “Solo il 40% è disposto a combattere”. Netanyahu a Hamas: “Liberate gli ostaggi o vi faremo a pezzi”
• – Redazione
Di Elena Loewenthal, La Stampa È complicato essere ebrei in Diaspora, in questi giorni. Per carità, nulla a che vedere con quel che i figli d’Israele hanno attraversato nei due millenni appena trascorsi. Però è complicato oggi come non lo era da molto tempo. E la memoria corre a quel “Davide, discolpati!” che Rosellina Balbi […]
• – Redazione
Il leader della Cdu affossato in parlamento al primo voto da diciotto franchi tiratori. Il suo mandato parte in salita. Ironie sulla “italianizzazione” e sulla “piccola coalizione”
• – Redazione
Un secolo fa, precisamente dal 5 al 16 ottobre 1925, gli occhi del mondo politico erano puntati su Locarno. A sette anni dalla fine della prima guerra mondiale (“l’inutile strage”, come l’aveva definita papa Benedetto XV) la diplomazia europea avverte la necessità di consolidare e chiarire i rapporti tra i principali protagonisti continentali del conflitto, mentre Stati Uniti e Unione Sovietica, le due potenze emergenti, sono impegnate con i loro progetti post-bellici: l’URSS costretta a consolidare il regime comunista nato con la rivoluzione d’Ottobre, mentre gli Stati Uniti sono tornati al loro tradizionale isolazionismo. Sta di fatto che Locarno diventa per una decina di giorni il gremio di un importante summit internazionale, che si propone il progetto di distensione continentale. Missione non impossibile, ma di estrema complessità. Un decennio più tardi, dopo l’ascesa di Hitler al potere in Germania, quell’obbiettivo diventa ancor più difficile. Così, il “Patto di Locarno” si trasformerà in una grande ma breve occasione o speranza di pace. Perché? E quali confronti si possono tracciare con le guerre del nostro tempo (Ucraina e Medio Oriente) e la difficoltà di trovare per esse le possibilità di tregue, dialogo e accordo duraturo? Eppure, le analogie non mancano.
Nell’immagine: i firmatari del Patto di Locarno
Un sogno, forse un incubo, nel sonno o forse al risveglio, nella giornata post-elettorale
Inviato di guerra, Lorenzo Cremonesi commenta il ritorno dei talebani e la vittoria islamista contro la coalizione a guida americana