Glucksmann, il figlio del filosofo ex maoista che detesta Mélenchon e sogna un’altra sinistra
Anticomunista ed europeista, cresciuto in una famiglia di intellettuali ha lavorato in Georgia con Saakashvili
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Anticomunista ed europeista, cresciuto in una famiglia di intellettuali ha lavorato in Georgia con Saakashvili
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• – Redazione
Anticomunista ed europeista, cresciuto in una famiglia di intellettuali ha lavorato in Georgia con Saakashvili
Di Anais Ginori, La Repubblica
Figlio di un filosofo, nipote di una spia sovietica, marito di una delle giornaliste più famose di Francia. Raphaël Glucksmann, 46 anni, ha una biografia poco convenzionale per un candidato all’Eliseo. Nato in una famiglia di intellettuali e cresciuto nel cosmopolitismo parigino, è arrivato alla politica passando per i reportage internazionali, le rivoluzioni nell’ex blocco sovietico. Il padre André Glucksmann, scomparso nel 2015, è stato uno dei protagonisti dei nouveaux philosophes, ex maoista diventato critico feroce del totalitarismo comunista. Il nonno Rubin, ebreo originario dell’attuale Ucraina, aveva lavorato come agente sovietico in Germania prima di rifugiarsi in Francia con l’avvento del nazismo. Una storia familiare che aiuta a capire l’anticomunismo, l’europeismo e soprattutto l’ostilità verso la Russia di Vladimir Putin.
Prima della politica ci sono stati i libri e i documentari. Glucksmann ha raccontato il genocidio dei tutsi in Ruanda, seguito la rivoluzione arancione in Ucraina nel 2004 e lavorato dal 2008 al 2012 come consigliere del presidente georgiano Mikheil Saakashvili. Un’esperienza controversa, per la vicinanza a un leader accusato di derive autoritarie, ma che l’eurodeputato rivendica come parte della sua formazione. «La mia visione del mondo non si è formata a Davos o Washington, ma in luoghi di cui forse non potete nemmeno immaginare la desolazione», replica a chi lo accusa di essere un intellettuale parigino lontano dalla vita quotidiana dei francesi.
A Tbilisi, Glucksmann ha conosciuto Eka Zgouladze, ex ministra georgiana e madre del suo primo figlio. Oggi condivide la vita con Léa Salamé, giornalista franco-libanese e uno dei volti più popolari della televisione francese, con la quale ha avuto un secondo figlio. Insieme formano una delle coppie più in vista del mondo politico-mediatico parigino. Nell’agosto scorso Salamé ha rinunciato alla conduzione del telegiornale delle 20 di France 2, che aveva assunto appena un anno prima, per evitare qualsiasi sospetto di conflitto d’interessi durante la campagna presidenziale del compagno. Una scelta che ha suscitato anche un dibattito sul prezzo professionale pagato dalle donne che condividono la vita con uomini politici.
Fondatore del movimento Place Publique nove anni fa, Glucksmann ha conquistato il primo mandato europeo nel 2019, alla guida di una lista comune con i socialisti. «L’Europa è la battaglia della mia vita» ripete spesso. L’altra sua battaglia è contro Jean-Luc Mélenchon, che ha paragonato a Jean-Marie Le Pen dopo alcune battute del leader Insoumis sui cognomi di origine ebraica. Glucksmann, che rivendica le proprie radici ebraiche ashkenazite, considera la rottura con la France Insoumise una condizione necessaria per rifondare la sinistra democratica.
Nelll’immagine: Raphaël Glucksmann
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