Se… se… se… allora… potresti essere di sinistra

Se… se… se… allora… potresti essere di sinistra

Un ideale catalogo di “condizioni” per provare a sentirsi orgogliosamente “umani”


Silvano Toppi
Silvano Toppi
Se… se… se… allora… potresti essere di sinistra
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Questi sono pensieri via via raccolti, a colloquio con un anziano docente valligiano, definito “di sinistra” per il suo modo di pensare, di essere e di educare, ma che ci teneva a dire che cosa significasse, per lui, oltre ogni possibile inquadramento o etichetta, quell’”essere di sinistra”. E che forse val la pena di rianimare, se… ritenuto ancora degno e attuale. O perlomeno leggere come aneddotica curiosità, ricordo di una bella storia umana, che fu sempre ostacolata.

  • Se tu pensi che si possa alle volte aver vergogna di essere felici tutti soli;
  • se sei persuaso che nessun capitalismo, neppure quando venduto come buono, riuscirà mai a estinguere il “capitalocene” che sta estinguendo l’antropocene;
  • se credi in te stesso e ti senti cittadino, non solo del luogo che ti ha visto nascere, come questa valle, ma anche di non importa quale paese del pianeta, perché sai di essere come tutti gli altri terrestri il passeggero effimero di un piccolo satellite, di un piccolo pianeta perso nell’universo;
  • se le ingiustizie sociali, gli abissi che separano le ricchezze degli uni dai salari di altri ti rivoltano;
  • se ti senti debitore nei confronti di tutti coloro di cui hai avuto bisogno per vivere decentemente;
  • se l’accumulazione di denaro non è il tuo scopo e per te il denaro è un mezzo di scambio;
  • se ritieni che le guerre possono essere evitate perché sono sempre l’opera di umani insipienti e disumani;      
  • se sei persuaso che la responsabilità in ciò che tu realizzi oggi impegna il futuro delle prossime generazioni;
  • se sei pronto ad assumere la tua parte nella costruzione di una società più equa, più giusta, più fraterna;
  • se senza rinnegare la tua felicità e quella dei tuoi, sei pronto a condividerla con gli altri;
  • se consideri che gli uomini e le donne sono uguali in diritto e meritano salari uguali a lavoro uguale;
  • se le discriminazioni razziali ti indignano;
  • se i partiti politici che coltivano l’ignoranza o i sindacati fasulli creati per tradire gli interessi delle classi più sfruttate ti irritano e ti rivoltano lo stomaco;
  • se sei cosciente che il sistema neoliberista dominante condurrà alla estinzione dell’uomo;
  • se sei pronto a rivedere il tuo modo di vivere per salvare il satellite di cui sei il prodotto e l’ospite;
  • se sai resistere alle paure e ai ricatti che utilizzano i poteri politici ed economici per metterti in ginocchio e manipolarti;
  • se sai resistere alle reti sociali debilitanti e preferisci leggere un libro piuttosto che sottoporti di continuo a quelle reti;
  • se difendi la libertà di stampa e non la confondi con la libertà di mercato e d’inganno, venduta come spazio libero;
  • se ti senti vicino a coloro che lottano contro gli abusi degli imprenditori, la politica di smantellamento dei servizi pubblici, il tentativo di accaparrarsi i mezzi di informazione o acquistandoli o togliendo e negando loro i mezzi di sopravvivenza;
  • se ritieni che il più delle volte la neutralità è ipocrisia, l’indifferenza irresponsabilità;
  • se… allora potresti essere qualcuno che si dice o vien definito, da parecchi persino con disprezzo e ostracismo, “di sinistra”. E potresti esserne orgoglioso, semplicemente come uomo.

Nell’immagine: scultura presentata nell’ambito di OpenArt Roveredo (GR) 2012

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