Bertoli non la racconta giusta
Continua il dibattito sulla presenza della sinistra nel governo ticinese Replica e controreplica fra F. Dozio e M. Bertoli
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Continua il dibattito sulla presenza della sinistra nel governo ticinese Replica e controreplica fra F. Dozio e M. Bertoli
• – Fabio Dozio
Certo nessuno è perfetto, ma si può distinguere fra chi lo è di più e chi lo è (anche molto) di meno
• – Aurelio Sargenti
Di Nathalie Tocci, La Stampa L’unica cosa sorprendente è che c’è ancora chi si sorprende della volgarità e della crudeltà con cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è schierato a fianco dell’omologo russo Vladimir Putin nella guerra in Ucraina. L’accordo sulla sospensione delle sanzioni americane sul diesel russo, gli attacchi al presidente […]
• – Redazione
L’avvocata Nobel per la pace: «Nel mio Paese ogni giorno vengono colpiti case, scuole e ospedali»
• – Redazione
Anticomunista ed europeista, cresciuto in una famiglia di intellettuali ha lavorato in Georgia con Saakashvili
• – Redazione
Dopo il "sasso nello stagno" di Fabio Dozio sull'opportunità della presenza della sinistra nel governo ticinese, la replica del già consigliere di Stato Manuele Bertoli
• – Manuele Bertoli
Una ganconsigliera liberale rilancia un’idea e una pratica vecchie come il cucù, sempre giustificate con la necessità di evitare che si riconosca lo stato sociale di allievi e allieve. Ma come diceva Gianni Rodari “la povertà va abolita, non nascosta”
• – Adolfo Tomasini
Di Ettore Sequi, La Stampa Dopo l’accordo con Putin sul diesel russo, Trump mette apertamente in discussione la permanenza di Zelensky alla guida dell’Ucraina. Non contesta più soltanto gli attacchi alle raffinerie russe: contesta la leadership politica di Kiev. Mosca applaude immediatamente e definisce parole di Trump «iconiche e storiche». Il segnale è eloquente: Washington […]
• – Redazione
Trump scarica Zelensky e realizza il piano di Putin. Pesa anche la tiepidezza dell’Europa. Il Nobel a Pillay è un monito per tutti
• – Redazione
NEUROPOLITICA Le invettive di Trump contro la Norvegia per il Nobel della Pace assegnato a «una persona che non conosco» sarebbero state meno rilevanti se non avesse ripetuto in modo petulante e ridicolo che il premio avrebbero dovuto darlo a lui
• – Redazione
Continua il dibattito sulla presenza della sinistra nel governo ticinese Replica e controreplica fra F. Dozio e M. Bertoli
L’intervento di Manuele Bertoli merita qualche precisazione, anche perché mi taccia di narcisismo e di schizofrenia, e mi boccia in civica.
di Manuele Bertoli, già consigliere di stato
E’ una parete impegnativa quella su cui si arrampica Fabio Dozio, nella sua replica in cinque punti a proposito del dentro o fuori dal Governo.
Tralascio il primo di essi e l’interrogativo sul perché i ministri socialisti non pubblichino liste su quanto fatto o non fatto, visto che io l’ho fatto alla fine di ogni legislatura e credo che altri prima e dopo di me lo abbiano fatto in qualche modo, rispettivamente lo faranno in futuro.
Quanto al secondo punto, dedicato all’anticollaborazionismo, mi permetto di osservare che la citazione del documento degli anni ’70 del PSA sulla non partecipazione al Governo sembra essere stata superata dalla storia di quello stesso partito, che alla fine decise di riprendere la via ordinaria delle elezioni anche per il Consiglio di Stato e di lavorare per la riunificazione dei socialisti. Se la storia è maestra di vita, a me pare che la maestra mostri abbastanza chiaramente che l’idea non convinse sul medio termine nemmeno il PSA.
A proposito della civica, il terzo punto, forse è bene che Dozio rilegga quel che ho scritto, perché nel passaggio che egli critica non parlavo né di esecutivo né di legislativo, ma del margine di manovra, ristretto, di un direttore o di una direttrice di Dipartimento. Senza passare dal Consiglio di Stato, e quindi dalla collaborazione con gli altri quattro membri del Governo, o dal Parlamento, si può fare ben poco. Quel che è preoccupante e grave non è quel che ho affermato io, ma che un ex giornalista commenti senza leggere per bene quel che sta commentando.
La lista dei successi dei membri del Governo socialisti sarà trita e ritrita, e sono al quarto punto, ma quelle “quattro cose” e le tantissime altre dimenticate o snobbate hanno migliorato la vita di tanta gente, compresi gli elementi della Scuola che verrà recuperati dopo il voto negativo sul credito di finanziamento della sperimentazione. Rinunciarvi in nome del purismo narcisista rimane a mio parere poco sensato.
Infine l’ultimo punto, la lista unitaria. A me pare che, parziale o allargata che sia, finché il tema saranno le potenziali criticità all’interno di una lista che forzatamente ne ha, raccogliendo esperienze politiche diverse, non si andrà da nessuna parte. Per questo insisto sulla necessità di fare un altro ragionamento, che al centro abbia l’azione comune affinché la sinistra possa giocarsi tutte le sue carte fino in fondo e concentrarsi nella competizione elettorale contro la destra e il centro-destra.
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